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GDPR per i centri di riparazione: cosa devi sapere nel 2025

Repairoo Blog·10 aprile 2025· 8 min

Quando un cliente ti porta un dispositivo, ti consegna dati personali: il suo nome, il suo telefono, i suoi contatti. Spesso c'è anche il PIN di sblocco. Il GDPR è chiaro: devi gestire questi dati con responsabilità. Ecco cosa significa in pratica per un centro di riparazione.

Cosa stai trattando

Nome, cognome, telefono, email del cliente sono dati personali. Il IMEI del dispositivo è un identificativo univoco che può essere considerato dato personale in determinati contesti. Il PIN di sblocco è informazione sensibile. La descrizione del guasto può contenere informazioni personali (es. 'ho perso le foto del mio matrimonio').

Il consenso informato

Prima di acquisire i dati del cliente devi informarlo del trattamento e ottenere il consenso. Non basta una dichiarazione generica scritta sul cartello in negozio: il consenso deve essere specifico, libero e documentato. In My-Repair, il consenso GDPR viene registrato con timestamp al momento della creazione del cliente e può essere incluso nel modulo di accettazione.

La conservazione dei dati

Non puoi conservare i dati dei clienti per sempre. Devi definire un periodo di conservazione ragionevole (tipicamente 5-10 anni per i documenti fiscali, meno per quelli puramente operativi) e cancellare i dati al termine. Il diritto all'oblio del GDPR (art. 17) obbliga a cancellare i dati su richiesta del cliente, quando non vi sia più una base legale per il trattamento.

Il dispositivo durante la riparazione

Quando hai fisicamente il dispositivo di qualcuno, hai accesso potenziale a tutto: foto, messaggi, app bancarie. Non devi accedere a questi dati se non strettamente necessario per la riparazione. Documenta nel ticket che l'accesso è limitato alla diagnosi e riparazione. Se devi effettuare un reset di fabbrica (es. batteria che richiede calibrazione), avvisa prima il cliente.

Le sanzioni

Il Garante Privacy italiano ha già comminato sanzioni a piccole imprese per violazioni GDPR. Non è una minaccia remota. Le sanzioni possono arrivare fino al 4% del fatturato annuo o 20 milioni di euro (il maggiore). Per un centro di riparazione, il rischio reale è più basso, ma una gestione documentata dei consensi ti protegge sia dalle sanzioni che dalle controversie con i clienti.

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